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Emissioni e impatto ambientale    febbraio 5, 2012  English (United States) Italiano (Italia)
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Emissioni e impatto ambientale
 

Le emissioni del processo produttivo del cemento sono le seguenti:

  • reflue, derivanti dal trattamento e depurazione di tutte le acque di prima pioggia raccolte nei piazzali dello stabilimento;
  • gassose in gran parte costituite da vapore acqueo, CO2 e, nelle misure consentite dai limiti di legge, da altri composti chimici;
  • solide: qualunque sia il tipo di residuo utilizzato all'interno del processo produttivo (per recupero di materia ed energia) la cementeria non produce residui solidi di processo.


Uso dei rifiuti


Nelle cementerie che utilizzano combustibili da rifiuti che contengono biomassa si registra un abbassamento complessivo di emissioni di CO2. Ad esempio, per ogni tonnellata di CDR utilizzata in cementeria in sostituzione del combustibile tradizionale si emettono in atmosfera circa 1,1 tonnellate di CO2 in meno. Se poi si considera che se i rifiuti non vengono utilizzati in cementeria devono comunque essere smaltiti o in termovalorizzatori o in discariche le cui emissioni si sommerebbero a quelle della cementeria, che continua a funzionare con combustibili tradizionali, si comprende quanto sia vantaggioso il recupero dei residui civili e industriali nei forni da cemento.

 

Riduzione potenziale di CO2

 
 
 

Oggi, l'industria Italiana del cemento, con un livello di sostituzione termica dei combustibili fossili non rinnovabili  con combustibili alternativi  pari a solo l'8%, sta riducendo del 4% le sue emissioni di  CO2 da combustione (circa 340.000 tonnellate l'anno).

 
 
 

Con un livello di produzione annua di 42 milioni di tonnellate di cemento, portare al 20% questo livello di sostituzione significherebbe risparmiare il 10% delle emissioni di CO2 da combustione (1,1 milioni di tonnellate l'anno).

Raggiungere i livelli di sostituzione termica pari a quelli attualmente realizzati in Germania (50%) significherebbe per il settore ridurre del 25% le emissioni di CO2 da combustione (2,7 milioni di tonnellate l'anno).

 

Limiti di emissione:
Una cementeria che co-incenerisce ha generalmente dei limiti di emissione in atmosfera più bassi rispetto alla marcia normale

  Coincenerimento Rifiuti NP
Inquinante D.Lgs 133/05 (mg/Nm3) (rif. 10% di O2)
Polveri totali 30
COT *
-
HCl 10
HF 1
SO2 *
50
NOx 800 (500 nuovi)
(Cd+Tl) 0,05
(Hg) 0,05
Met. pesanti 0,5
(PCDD/F) 0,1 ng/Nm3 TEQ
I.P.A. 0,01
* Per SO2 e COT l'autorità competente può autorizzare deroghe nei casi tali emissioni non siano generate dall'attività di incenerimento dei rifiuti.

 Vantaggi del forno da cemento

Le caratteristiche dei forni di cottura e del processo produttivo garantiscono:

  • una corretta e completa combustione di tutti i composti organici presenti nei fumi (permangono nel forno di cottura per oltre di 10 secondi a più di 1200°C, raggiungendo la temperatura di 1800°C per 5-6 secondi);
  • la neutralizzazione di gran parte dei composti acidi dei fumi dovuta alla presenza di sostanze basiche;
  • la creazione di un ambiente termodinamico sfavorevole alla formazione di diossine: temperature superiori agli 850°C e tempo di permanenza maggiore di 2 secondi. I due parametri combinati sono largamente superiori a quanto considerato indispensabile per evitare la formazione di diossine dalla Direttiva UE sulla riduzione delle emissioni industriali. Quanto accade nei forni da cemento per esigenze di processo non accade negli inceneritori che, per raggiungere gli stessi parametri, devono essere dotati di particolari dispositivi quali ad esempio una camera di postcombustione con un bruciatore ausiliario.

 

 
 
Influenza del coincenerimento dei rifiuti sulle emissioni in atmosfera
 
  • NOx (ossidi di azoto): riduzione degli NOx termici e minor contenuto di azoto nel combustibile alternativo.
  • SOx (ossidi di zolfo): riduzione per minor contenuto di zolfo di alcuni combustibili alternativi.
  • CO2: riduzione per contenuto di biomassa dei combustibili alternativi.
  • PCDD PCDF (diossine): ambiente termodinamico sfavorevole alla loro formazione.
  • Polveri: dipendono dall'efficienza dei sistemi di abbattimento: ogni punto di emissione è dotato di sistemi di recupero delle polveri che vengono re-immesse nel processo.
  • Metalli pesanti: inglobati nella struttura del clinker (test di lisciviazione - concentrazioni al di sotto delle soglie di rilevabilità)
 
 
Influenza sulla qualità del prodotto finale
 


L'impiego dei rifiuti non ha influenze negative sulle qualità tecniche ed ambientali del prodotto
Tutto il cemento prodotto in Europa deve rispettare standard di qualità definiti a livello comunitario con  particolare riguardo ai materiali utilizzati per la sua produzione. Pertanto l'industria del cemento seleziona con estrema cura e controlla tutti i materiali in ingresso.
La concentrazione di determinati elementi nel prodotto finale può aumentare o diminuire in  funzione della quantità e qualità delle materie prime e dei combustibili utilizzati. Dal momento che i materiali alternativi utilizzati in sostituzione dei combustibili fossili o delle materie prime contengono gli stessi elementi delle materie che sostituiscono, il loro impiego non ha un'influenza determinante sulla qualità del prodotto finale. Inoltre per valutare la compatibilità ambientale dell'utilizzo di rifiuti per la produzione di clinker in relazione alla qualità del prodotto, è necessario esaminare il comportamento degli elementi dei materiali da costruzione, sapendo che il cemento va miscelato con gli aggregati, es. ghiaia e sabbia per la produzione di malte o calcestruzzi: la presenza di determinati composti nella miscela finale è essenziale per la qualità del materiale da costruzione.
I metalli pesanti rimangono inglobati nel prodotto finale e le quantità di metalli pesanti rilasciate dalle malte e dai calcestruzzi sono esigue. Test di lisciviazione dal calcestruzzo e dalle malte, eseguiti da laboratori indipendenti, hanno dimostrato che la quantità di metalli pesanti rilasciata è al di sotto delle soglie di rilevabilità e sempre di gran lunga inferiore alle soglie limite stabilite dalle legislazioni nazionali. Inoltre lo stoccaggio di grandi quantità di prodotto in condizioni ambientali estreme non genera rilasci di metalli in quantità significative.

 
 
 
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